Una proposta limpida nella sua semplicità: l’autogoverno

Spezzano Albanese 9 ottobre 2010, Comizio della Faspixana e della FMB

Un sottile e resistente filo, rosso e nero naturalmente, lega il comizio di Tonino e di Minicuzzo del 9 ottobre scorso a tutti quelli fatti precedentemente dalla Federazione Anarchica Spixana e dalla Federazione Municipale di Base di Spezzano Albanese e cioè la ricerca continua ed insistente del dibattito e del confronto.

Questa ostinata ricerca vuole contrapporre alla passività abitudinaria dell’obbedienza alle decisioni del potere democratico l’attività libertaria della discussione, della critica, della costruzione di aree libere in cui tutti possano misurarsi e partecipare alle decisioni.

Nel suo intervento Tonino sprona alla ricerca necessaria di una nuova cultura che demolisca l’appiattimento del presente per rendere tutti partecipi ed agenti del destino della nostra società. Dall’analisi critica della cultura dominante, la cosiddetta “cultura del fare”, che in realtà è cultura dell’apparire, passando per l’analisi politica del trasformismo parlamentare che ha portato a far usare parole-chiave della destra, come patria, alla sinistra e viceversa parole-chiave della sinistra come lavoro, solidarietà, alla destra, viene fuori prepotentemente il vuoto culturale e politico dei nuovi partiti, soprattutto i grandi PDL e PD, anche rispetto alla loro propria storia.

E cosi mentre Veltroni vuole il superamento dei conflitti sociali e Pietro Ichino quello dello Statuto dei lavoratori, il modello economico del capitalismo globalizzato continua a raccontarci la fiaba del mercato e della delocalizzazione che ci salverà tutti. Il grande Marchionne, considerato il salvatore della patria, riesce a manovrare incentivi del Fondo monetario internazionale e dell’Unione europea per delocalizzazioni varie ed è a sua volta manovrato dalla Philip Morris che gli permette di diventare amministratore delegato di una nota azienda automobilistica americana per poterla controllare. Intanto, a livello territoriale,  il cosiddetto federalismo fiscale, privando di fondi le regioni, le provincie ed i comuni, permette il cosiddetto federalismo demaniale, cioè la vendita del demanio per motivi di emergenza.

Tutto questo mentre, nonostante la truffa delle imposizioni dall’alto, si continua ad obbedire ciecamente e senza critica a quella che è considerata la migliore forma di governo cioè la democrazia, il governo del popolo che esprime la sua volontà nei luoghi e nei modi imposti dai suoi governanti facendo una croce su una scheda elettorale preparata da chi detiene il potere e vuole continuare ad esercitarlo.

Nella complessità della società odierna la proposta degli anarchici è limpida nella sua semplicità, la sua parola-chiave è stata ed è autogoverno, cioè il recupero della dignità di ogni individuo­ che, scrollandosi di dosso anni di passività e sfruttamento, riesca insieme agli altri a partecipare e a decidere nel proprio territorio sull’utilizzazione delle risorse ambientali, economiche e sociali.

A questo punto l’intervento di Minicuzzo parte proprio dal locale per analizzare minuziosamente l’attività amministrativa del nostro comune e per stimolare il folto pubblico che segue il comizio a comunicare, confrontarsi, agire e non subire passivamente.

Il lungo elenco delle azioni amministrative che viene fuori è composto dalle vendette e dai rancori perpetuati soprattutto da alcuni degli amministratori a danno di lavoratori che vengono licenziati per far posto ad altri da loro favoriti; dalle azioni di ordinaria amministrazione come la pulizia di alcune strade di campagna e la copertura di alcune buche con debiti ora fuori bilancio e considerate dagli amministratori come grandi opere; dai continui litigi fra assessori e consiglieri di maggioranza, che rasentano personalismi,  interessi privati e clientelari denotando fra l’altro una mancanza di intenti comuni, dal continuare l’opera dei vecchi amministratori prima fortemente criticati (vedi cimitero privatizzato). Ma soprattutto è la tendenza a scaricare le proprie responsabilità sugli altri, a fare come Ponzio Pilato, che viene criticata con foga chiedendo ad alta voce un confronto pubblico dove l’intera amministrazione faccia autocritica, chieda scusa alla comunità e rassegni le dimissioni per tornarsene a casa.

Lo sprono a tutte le associazioni, a tutti i movimenti politici e a tutti i cittadini a liberarsi della cappa di paura e vendetta posta sulla loro testa dagli amministratori per partecipare attivamente a rendere il nostro paese vivibile si unisce allo sprono rivolto agli amministratori e ai consiglieri sottomessi dai quattro che effettivamente governano, cioè il “duetto” più uno (tre assessori su sei) a cui si aggiunge il “bravo ragazzo” (il sindaco), a fare chiarezza pubblicamente, a mostrare almeno un piccolo barlume di dignità.

Alle favole raccontate in campagna elettorale, come il lavoro per tutti i disoccupati alle terme e alla RSA, si aggiungono nuove favole, come quella di un grande progetto allo scalo che darà lavoro a tutti, mentre nella realtà disoccupazione e disagio creano rabbia e frustrazione.

La conclusione del comizio è rivolta a tutti: volete continuare ad abbassare la testa e farvi prendere in giro da questi scarsi politicanti? Volete continuare a credere alle loro promesse elettorali? Fate pure, ma poi non aspettate che siano gli anarchici a risolvervi i problemi. Certo, gli anarchici faranno sempre controinformazione e denuncia sociale e continueranno sempre a proporvi un metodo alternativo di politica, di economia, di ecologia, di vita, perché solo se prenderete voi in mano i vostri destini scegliendo la libertà di pensiero, la responsabilità della partecipazione alla vita sociale, la forza di lottare insieme per abbattere lo sfruttamento, riusciremo tutti insieme a costruire un mondo nuovo.

 

Video del comizio

Sul sito di Franco Garofalo potete trovare il video del comizio (da scaricare) del 9 ottobre oltre che un suo commento che ben sintetizza gli argomenti trattati, commento che consigliamo di leggere.
Con l’occasione ringraziamo Franco per l’utile e buon lavoro fatto. Per come svolge il suo servizio a titolo gratuito permettendo l’archiviazione della politica, della cultura e dello spettacolo che si esplicano nel nostro territorio.

Federazione Anarchica Spixana

Finella