Rifiuti Zero

FMB - Federazione Municipale di Base

di Spezzano Albanese

 

Spezzano Albanese 13.11.2010

 

Documento presentato nell’assemblea popolare richiesta dalla FMB su “Questione Isola Ecologica”e convocata dall’amministrazione comunale di Spezzano Albanese in data 13.11.2010

 

Fare della città, del paese, del luogo in cui si vive una grande isola ecologica

È questo l’obbiettivo che possiamo e dobbiamo darci!

La FMB in sintonia con il variegato arcipelago delle associazioni ambientaliste di base rigetta in maniera netta e decisa la politica istituzionale sui rifiuti, ossia la promozione e messa in opera di discariche e inceneritori. Le discariche producono il percolato, sostanza che avvelena i terreni; gli inceneritori sprigionano le nanoparticelle, sostanze pericolose che possono essere respirate o ingerite con gli alimenti che

provengono da territori contaminati. Insomma, discariche e inceneritori inquinano l’ambiente e danneggiano la nostra salute causando un’alta mortalità dovuta a insorgenze tumorali.

Le istituzioni sono ben consapevoli di tutto ciò, ma ben si guardano a farne opera di denuncia pubblica; al contrario promuovono ovunque la nascita di nuove discariche e l’installazione di nuovi inceneritori. Perché?

Semplice: lo vuole, lo esige l’ecomafia. Ammassare rifiuti, dar vita a nuove discariche ed a nuovi inceneritori produce affari, produce soldi, e poco importa se produce anche tumori… tanto prima o poi dobbiamo tutti morire, o no? È malefico questo modo di pensare e di procedere, vero?

Ma purtroppo è proprio questo il modo di pensare e procedere della politica istituzionale sulla questione rifiuti, è questo il modo di pensare e di procedere di tutte quelle persone alle quali si affida la cura degli interessi collettivi.

La FMB insieme ad un variegato arcipelago di associazioni ambientaliste sono contro l‘ammasso dei rifiuti, contro le discariche, contro gli inceneritori e promuovono e sostengono LA PRATICA DEI RIFIUTI ZERO, obbiettivo che si può realisticamente raggiungere con la raccolta differenziata generalizzata: separare la carta, la plastica, il vetro, materiali ingombranti, materiali solidi e liquidi pericolosi, l’umido, ecc. .

Fare della città, del paese, del luogo in cui si vive una grande ISOLA ECOLOGICA: è questo l’obbiettivo che possiamo e dobbiamo darci!

 

I RIFIUTI SONO UN’INVENZIONE UMANA

La natura non produce rifiuti ma scarti che vengono dalla natura stessa riciclati

A parere della FMB, per porre fine radicalmente alla questione rifiuti necessita abbracciare la praticabilità della teoria che viene comunemente chiamata “RIFIUTI ZERO”, riscoprendo e facendo nostro il percorso ciclico della natura, che non solo non danneggia l’ambiente e neppure la nostra salute, ma è efficiente e può nel contempo rivelarci come ciò che noi oggi chiamiamo rifiuti può invece essere una risorsa.

  • Mettere in atto la praticabilità dei “Rifiuti Zero”, vuol dire sviluppare una serie di iniziative che stimolino, rivendichino e favoriscano alternative alla gestione classica dei rifiuti:
  • divieto del conferimento dei rifiuti in discarica;
  • tassazione della produzione dei rifiuti;
  • incentivi a favore di chi ricicla;
  • incentivi a favore di chi sviluppa strutture in cui viene attuato il recupero delle risorse dei rifiuti organici puliti attraverso il compostaggio;
  • incentivi a favore di chi sviluppa strutture in cui viene attuato il recupero dei materiali riciclabili.

 

Il primo passo per eliminare gradualmente i rifiuti è la loro separazione alla fonte. A tal fine necessita:

  • organizzare casa per casa dei sistemi di raccolta differenziata che permettano la separazione dei materiali, con un numero variabile di contenitori per dividere le varie tipologie di rifiuti. È fondamentale che gli scarti organici siano separati alla fonte fin dall’inizio, poiché è proprio il materiale organico che causa molti dei problemi delle discariche, generando metano ed altri acidi organici che possono sciogliere metalli nei rifiuti facendoli arrivare nelle acque di profondità. Dopo la separazione alla fonte, il compostaggio è la fase più importante nella strategia Rifiuti Zero di una comunità: i materiali biodegradabili devono essere compostati in modo da poter con sicurezza tornare all’ambiente contribuendo a ricostruire il suolo consumato: è l’applicazione pratica del ciclo biologico della Natura.
  • Bisogna separare dai rifiuti tutto ciò che si può riutilizzare: è solo una piccola frazione, è vero, ma possiede un gran valore. Ad esempio, si possono riciclare e riutilizzare gli oggetti che permettono una riduzione dell’uso di risorse vergini, rimettendo in circolo materiali già utilizzati passandoli da un proprietario all’altro, attraverso punti di beneficienza o vendita con risparmio gestiti come servizi per la comunità. È importante che i materiali riciclati siano separati da altri materiali che potrebbero “contaminarli”, in modo da permetterne la riutilizzazione da parte delle industrie che si occupano professionalmente di riciclaggio.
  • Dopo aver separato alla fonte i materiali ed aver isolato quelli riciclabili, riutilizzabili, compostabili, inviandole ai diversi impianti, resterà un’ultima frazione di cose residue, cioè gli articoli che non possono essere riciclati, recuperati o compostati. Questi materiali tossici, che rappresentano l’1-2% dei rifiuti domestici, vanno identificati, resi visibili e raccolti come materiali pericolosi. Alcune di queste sostanze sono così intrattabili che dovrebbero essere messe in discussione, obbligando le industrie a riprendere gli oggetti che li contengono. Tali prodotti, non potendo essere recuperati o compostati rappresentano uno spreco di risorse e dovrebbero finire in impianti di screening per essere studiati, rivendicando pari tempo nei confronti  delle industrie la non produzione degli stessi: un prodotto se non può essere riutilizzato, riciclato o in qualche modo compostato, allora non va prodotto.

Tutte queste iniziative vanno inquadrate come economia comunitaria e protese a spendere il nostro denaro per recuperare risorse, piuttosto che spenderlo per incenerire i rifiuti e inquinare l’ambiente.

Insomma, i rifiuti dobbiamo considerarli come materiali di scarto, come risorse che accrescono la comunità, e non come ammassi da incenerire; come opportunità di democrazia diretta, di autosufficienza economica, di posti di lavoro autogestiti.

Nella nostra società “usa e getta” siamo noi contribuenti a sovvenzionare l’estrazione di materie prime, a farci carico dell’eliminazione di qualsiasi prodotto o imballaggio che l’industria sceglie di vendere.

Non pensate che ad essere  invece responsabili per la gestione dei prodotti e imballaggi al termine della loro vita utile dovrebbero essere i produttori? Inoltre, che ne dite, ognuno di noi  non potrebbe cambiare le sue abitudini negli acquisti scegliendo prodotti a contenuto riciclabile? Tutto questo non potrebbe contribuire a  riprogettare i prodotti eliminando le caratteristiche pericolose che li rendono inutilizzabili e ingestibili? Invece di ammassare rifiuti indifferenziati, portarli all’incenerimento, inquinare l’ambiente, danneggiare la salute pubblica, gettare i nostri soldi nel fondo cieco delle discariche e degli inceneritori togliendoli alle nostre comunità per ingrossare le tasche delle multinazionali e della mafia,  perché non cominciamo a fare nostro il motto “Niente Rifiuti in Discarica” mettendo in atto una raccolta differenziata generalizzata e la promozione di realtà di lavoro autogestite, atte a smistare e riutilizzare gli oggetti e i materiali scartati?

 

È utopico? No, se ci mettiamo insieme a discuterne! No, se ci mettiamo all’opera!

È questa la proposta che intendiamo, oggi lanciare a tutti quanti voi!

 

La FMB non è contro la realizzazione dell’isola ecologica! Come potrebbe esserlo, se è da tempo che l‘ha posta al centro della sua proposta ambientalista offerta all’intera comunità?

Ma ci chiediamo: può un‘isola ecologica rivelarsi tale, se si lascia a monte la questione della raccolta differenziata generalizzata? Se non si discute il progetto con la comunità (gestione, sito)? Se il percolato depositato nei cassonetti viene riversato sulle strade cittadine da fatiscenti camion addetti al trasporto dei rifiuti… Se non c’è cura alcuna nei confronti della differenziata… se non ci vengono addirittura consegnate le buste per la stessa…  se non siamo per niente informati sulla percentuale di differenziata già in atto, se va a buon fine o se la si fa a valle per ammucchiarla poi a monte e incenerirla? Ecc..

Di fronte a questa situazione che gli amministratori comunali dovrebbero ben conoscere: 

può un’isola ecologica rivelarsi tale e non invece un’altra ennesima discarica semplicemente custodita?

Sono questi i dubbi, le perplessità che ci attanagliano e che ci hanno portato a chiedere alla amministrazione comunale di riferire pubblicamente in merito; sono queste le ragioni che ci portano a proporre quanto segue: vogliamo realmente realizzare l’isola ecologica?

Promuoviamo allora un grande Convegno Popolare sulla Questione Rifiuti per discutere insieme il progetto nei dettagli, affinché tutte/i ne diventiamo attrici e attori e in prima persona. 

 

FMB (Federazione Municipale di Base)