Resoconto di Domenico Liguori sulle conferenze in Francia

Il giro di conferenze su “le communalisme in acte”, organizzato dalle compagne e compagni della Federazione anarchica francofona, che ha dato modo alla FMB di Spezzano Albanese di socializzare la sua pratica d’intervento e le idee che la muovono, ritengo si sia rivelato alquanto interessante e ricco di stimoli sia per l’organizzazione ospitante che per la struttura ospite.

Un dibattito vivace con argomentazioni sia a carattere teorico che pratico sul comunalismo libertario ha caratterizzato ogni singola conferenza, dalle città più grandi come Parigi e Lione alle altre non metropolitane (Chambery, Dijon, Avignon, Grenoble, Besançon, Clermont-Ferrand, Chalon-sur-saône), ma comunque grossi e medi centri della terra di Francia.

Un dibattito che se da un lato rispecchiava l’esigenza di voler comprendere a fondo le modalità d’intervento della peculiare esperienza comunalista libertaria della FMB (presente da circa un decennio in terra di Calabria) e nello stesso tempo coglierne i risultati concreti, i limiti e le contraddizioni con l’intento di acquisire chiarezza sul se e come una siffatta esperienza possa essere esportata altrove, in centri più grandi e in realtà metropolitane, dall’altro mostrava come imprescindibile l’esigenza di discutere sul come una prassi comunalista libertaria estesa e federata dal basso possa fungere da prassi rivoluzionaria, atta a sconvolgere l’assetto della società gerarchica ed a prospettare sin dall’oggi, in maniera concreta, le basi di una società antiautoritaria.

L’interrogarsi  sul gradualismo rivoluzionario anarchico e libertario. L’argomentare sulla necessità di una lotta sociale e di classe non solo a carattere rivendicativo o di mera contrapposizione all’esistente che deleghi ad un ipotetica futura rivoluzione la progettualità di un nuovo assetto sociale non più basato sullo sfruttamento e l’oppressione, bensì la necessità di una lotta sociale e di classe che parta da rivendicazioni concrete e da una contrapposizione all’esistente per progettare e realizzare giorno dopo giorno la nuova società egualitaria e libertaria, nelle città in cui viviamo e lottiamo, sui principi della autogestione, dell’autogoverno, del federalismo dal basso. Il domandarsi sulla necessità di una rivoluzione sociale non vista o aspettata come mero risultato delle contraddizioni economiche e politiche dell’attuale assetto capitalistico, bensì di una rivoluzione che si prepari nell’oggi sulle contraddizioni economiche e politiche del sistema dominante, con strutture di lotta ma alternative, per dimostrarsi pronta al momento di uno scontro radicale e non più rimandabile a rimpiazzare il governo sulle comunità con l’autogoverno delle comunità, lo sfruttamento con l’uguaglianza, l’autorità con la libertà, occludendo lo spazio ad ideologie autoritarie delle cui ricette la storia recente ha ben avuto modo di vedere gli esiti nefasti (socialismo reale docet). Sono queste le tematiche che si facevano strada incontro dopo incontro, quando dalle questioni meramente relative alla struttura ed all’attività della FMB si passava a quelle più squisitamente non solo pratiche ma anche teoriche. E nota saliente… dal modo in cui venivano spesso poste e argomentate risultava chiaro che a porle e ad argomentarle non erano solo anarchici e libertari presenti al dibattito, ma anche persone non anarchiche, che prendendo parte attiva al confronto si sforzavano di voler comprendere le proposte dell’anarchismo sociale.

Certamente, tali nodi è impensabile che possano essere sciolti nell’ambito del tempo che contraddistingue i momenti di conferenza, ma l’approccio c’è stato ed anche in maniera alquanto forte e dialettica evidenziando segnali di interesse concreto nel volerli meglio ed in modo più approfondito riaffrontare. In proposito molto positivamente è stata salutata la comunicazione relativa alle quattro giornate di Convegno Internazionale che le strutture anarchiche e libertarie presenti a Spezzano e nel comprensorio intendono organizzare in loco per l’ultima decade di agosto c. a. sul Comunalismo libertario. Sui contenuti di questa comunicazione si è avuto modo di ritornare a discutere con le compagne ed i compagni anche nei momenti cosiddetti informali, e stimolanti contributi sono giunti in merito alle problematiche che venivano indicate, sulla base di come le stanno formulando le strutture promotrici del Convegno, quali punti da trattare nell’ambito della quattro giorni di Incontro:

  • un’analisi accurata del ruolo delle amministrazioni istituzionali e del loro rapporto coi governi centrale, regionale, con lo stato, con le lobby padronali, col fine di meglio individuare le caratteristiche di rottura con l’esistente e dunque radicalmente alternative del percorso rivoluzionario dell’intervento comunalista libertario sia nei contenuti che nel metodo;
  • un interrogarsi a più voci sulla prassi e sulle idee di un comunalismo libertario di azione diretta ed extraistituzionale che differenziandosi sostanzialmente dalla pratica e dalle idee di quelle tendenze municipaliste filoistituzionali e interclassiste o di democrazia cosiddetta partecipativa, che altri tentano di mettere in campo, ne sappia mettere in luce di queste ultime i limiti e le contraddizioni rispetto ad un reale rovesciamento della società del dominio;
  • il confronto fra le esperienze comunaliste e le esperienze a queste affini (autogestionarie, ambientaliste, territoriali e sindacali di base, ecc.) di già in campo nel sociale;
  • l’elaborazione in prospettiva di una proposta rivoluzionaria di federalismo dal basso libertario e di classe all’insegna dell’autogoverno delle municipalità capace di sapersi contrapporre nel concreto al federalismo parolaio e paradossale di cui già si nutrono o che propongono gli stati ed ai processi di globalizzazione in atto del sistema capitalistico mondiale.

Ritengo infine importante segnalare, per quanto mi è sembrato di cogliere, che sia i momenti di confronto interni alle conferenze e sia quelli esterni si sono rivelati utili e proficui, non solo nella socializzazione di vedute e scambi di idee ed esperienze ma anche per una conoscenza diretta da parte mia, riguardo all’attenzione e all’impegno che le compagne ed i compagni della federazione anarchica francofona riversano nel sociale e da parte loro, di quella peculiare angolatura che l’intervento comunalista della FMB in terra di Calabria, per mezzo dei suoi rapporti con strutture similari nel comprensorio e con strutture affini nel territorio nazionale, rappresenta nel panorama dell’intervento anarchico e libertario in Italia.

Insomma, ritengo che quest’esperienza di pubblico confronto in terra di Francia, senza dubbio calorosa ed accogliente dal punto di vista umano e ricca di spunti critici dal punto di vista politico, sia sicuramente servita ad entrambi: alle compagne e compagni della federazione anarchica francofona per meglio ed ulteriormente approfondire il loro interesse verso la tematica comunalista libertaria, su cui le pagine di “Le monde libertaire” ci stanno ampiamente documentando in queste ultime settimane; a noi comunalisti libertari in terra di Calabria ed a quanti guardano con interesse al comunalismo per meglio proseguire nel cammino intrapreso facendo tesoro degli stimoli ricevuti.

Domenico Liguori - Marzo 2001