Molti paesi in Calabria sono sommersi dai rifiuti. perché?

La risposta è semplice: la gestione dei rifiuti è una banca d’affari, e creare l’emergenza non significa altro che moltiplicare gli affari delle lobby che li gestiscono.
Si dice che molte discariche siano chiuse perché i gestori vantano crediti da comuni e regione. Poi ci sono gli interessi di determinate lobby che puntano all’installazione dei termovalorizzatori. Ed in mezzo a questo scenario famelico ci stanno le amministrazioni comunali e il governo regionale, i quali naturalmente non hanno né la volontà, né la dignità e naturalmente neppure le pa… di contrastare gli appetiti mafiosi, anzi li assecondano per paura o addirittura li abbracciano con la speranza di ricevere qualche fetta di torta.

È questa, e solo questa la verità sull’emergenza rifiuti.
Succede che alcune amministrazioni comunali e alcuni rappresentanti del governo regionale, messi di fronte alle proteste delle popolazioni parlano di raccolta differenziata, quale unica e reale alternativa, ma è solo una finta: si rendono solo belli a parole. Nella realtà, invece, nascondono la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi e continuano a garantire il malaffare di discariche e inceneritori.

Il caso Spezzano Albanese
Strade e piazze dal novembre 2012, ora più ed ora meno, sono sepolte dai rifiuti con tutta gioia di ratti, cani e gatti randagi, mentre il percolato si infiltra nel sottosuolo e magari attraverso una rete idrica, che, come si suol dire, fa acqua da tutte le parti, finisce di scorrere dai rubinetti delle case.
Gli anarchici e i libertari con documentazioni fotografiche, con volantini, manifesti, comunicati stampa, pubblicati fra l’altro nel portale www.anarchia.info, hanno più volte denunciato il tutto proponendo la mobilitazione popolare.
L’opposizione consiliare si è semplicemente limitata a manifestare disappunto precisando comunque che non intendeva in alcun modo “strumentalizzare” la questione.
I cittadini schifati, arrabbiati, incazzati, in questi mesi non hanno certamente risparmiato furenti critiche agli amministratori comunali e all’opposizione tutta, ma è di qualche giorno il salto di qualità, allorché un gruppo di agricoltori, di fronte all’ultima oscena trovata amministrativa di usare quale discarica una grande vasca dismessa in località Stragolia, lunedì 11 marzo hanno bloccato le ruspe inviate dal comune per l'avvio dei lavori.
Intanto, sabato 9 marzo il sindaco alla presenza degli amministratori, nel corso di una conferenza stampa, forse perché di già a conoscenza della contrarietà che serpeggiava in paese rispetto all’utilizzo della succitata vasca come discarica, sembra abbia voluto indirettamente lanciare alla comunità, quale perfido ricatto, la sua non contrarietà a priori alla costruzione di un inceneritore. Insomma, ci venga permesso di affermare che in estrema sintesi, le dichiarazioni del sindaco riportate dalla stampa regionale noi le abbiamo liberamente interpretate come un subdolo messaggio fra le righe che suona così: “se non volete i rifiuti per strada, se non volete la vasca di Stragolia come discarica momentanea, non lamentatevi se poi vi beccherete un inceneritore”.
Di certo ci verrà detto che le abbiamo interpretate male, che vogliamo strumentalizzare la questione, ma noi sappiamo che la verità è una ed una sola: se c’è qualcuno che sta strumentalizzando l’emergenza rifiuti in loco, pur di discolparsene, sono proprio il sindaco ed i suoi amministratori, quando invece se avessero un minimo di dignità, di fronte alla superficialità dimostrata dovrebbero solo raccogliere “xolet” (“gli stracci”, modo di dire arbereshe) e ritirarsi a vita privata, almeno non procurerebbero più danni al paese.
Dunque, bando alle chiacchiere:
gli inceneritori non eliminano i rifiuti ma li fanno aumentare a dismisura per di conseguenza incenerirli e ingrossare i portafogli delle cosche e dei politicanti loro amici, uccidendo nel contempo l’intero ecosistema;
pertanto non vogliamo morire né di percolato e né di polveri sottili;
abbiamo solo bisogno di una vera e non fasulla raccolta differenziata, di isole ecologiche vere e non fasulle, tolte alla mercé di amministratori, politici, cosche e autogestite dal basso dai quartieri delle comunità interessate.

SIT-IN
Quale momento di sensibilizzazione e di lotta, proponiamo a tutta la comunità e a tutte le associazioni ambientaliste presenti nel territorio calabrese la promozione di un PUBBLICO SIT-IN a Spezzano Albanese, di cui prossimamente con apposito comunicato renderemo nota la data, per ribadire il nostro NO A DISCARICHE E INCENERITORI E IL NOSTRO SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA CON L’OBIETTIVO DEI RIFIUTI ZERO.

Spezzano Albanese 15 Marzo 2013

FMB – Federazione Municipale di Base di Spezzano Albanese/ Federazione Anarchica Spixana - FAI