MANIFESTAZIONE ANARCHICA DEL 18 LUGLIO

Spezzano Albanese

MANIFESTAZIONE ANARCHICA DEL 18 LUGLIO

un comizio ormai scolpito nella memoria collettiva

Il 13 giugno 2010 la FMB e gli anarchici espongono nel Piazzale della scuola elementare una mostra “contro la privatizzazione del cimitero” e la Faspixana annuncia un comizio per il 20 giugno in P. Matteotti.

A parere del sindaco, però, Piazza Matteotti non può ospitare il comizio perché già occupata da tavolini, sedie e televisore per i mondiali di calcio, e indica agli anarchici altre piazze in cui poter tenere il comizio, tra cui il Chiosco e Piazza Mercato, nonostante che anche queste risultino occupate da tavolini, sedie e televisore per i mondiali di calcio. La faspixana, decisa a non cadere nella subdola trappola degli amministratori e non avendo interessi da bottega elettorale per contrapporsi ad alcuni esercizi commerciali e non ad altri, sceglie di rinviare il comizio a luglio ed attraverso un comunicato stampa fa sapere “finito il campionato mondiale, vuol dire che apriremo il campionato locale sui problemi comunitari, così po­tremo vedere se a spuntarla saranno gli amministratori con le loro vendette e dispettucci da un lato e favoritismi dall’altro, o la comunità che è ormai stanca di tutto ciò e vuole far fronte alle gravi problematiche sociali che l’attanagliano”.

E difatti, finiti i mondiali, nella calda serata del 18 luglio, la Federazione Anarchica Spixana - FAI tiene il suo attesissimo comizio nella centralissima Piazza della Scuola Elementare, stracolma di popolo.

Le questioni comunitarie su cui discutere sono molte e tutte collegate attraverso un unico filo conduttore: contro la delega per l’autogoverno.

 

L’intervento di Antonio Nociti della Faspixana

Inizia Tonino con l’esortare il numeroso pubblico ad immaginare come molti dei problemi di cui la cittadinanza si lamenta non sarebbero affatto problemi se il territorio fosse completamente organizzato secondo i principi comunalisti e libertari della Federazione Municipale di Base - FMB.

Di come sarebbe semplice se “domani mattina vi riuniste per prendere decisioni riguardo ai servizi necessari per il quartiere, riguardo alla ridistribuzione delle entrate fiscali, all’organizzazione del territorio in senso ecologico ambientale, riguardo alla valorizzazione delle risorse economiche e culturali”.

Nociti prosegue con il rivendicare il diritto di chiunque di poter parlare in qualsiasi piazza della città, senza impedimenti inventati allo scopo dalla maggioranza politica di turno, oggi amministrazione Cucci, atti ad impedire la libertà di parola di coloro che dissentono politicamente dalla maggioranza amministrativa.

Tonino Nociti prosegue ancora con il rimarcare il carattere vendicativo dell’attuale amministrazione portando come esempi: il licenziamento diretto di una lavoratrice che prestava la sua attività presso l’ufficio tecnico comunale ed i licenziamenti indiretti di alcuni giovani operai solamente perché questi ultimi, a detta del sindaco, hanno applaudito il comizio precedente della Faspixana e della FMB; l’attacco subdolo all’attività del “Galeone”, caffè culturale autogestito dalla coop. Arcobaleno, e solo per il fatto che il Galeone non è gestito da qualcuno “caro” alla giunta municipale. Tonino Nociti passa poi a leggere un’intervista rilasciata dall’attuale sindaco nel maggio 2009, in piena campagna elettorale, al giornalista di dirittodicronaca.it E. Armentano, evidenziando le contraddittorie dichiarazioni in tema di lavoro e democrazia partecipativa nonché il fatto di come tali dichiarazioni risultino oggi puntualmente disattese.

A conclusione del suo intervento Nociti ricorda all’amministrazione comunale in carica che coloro che hanno seminato e continueranno a seminare idee e pratiche di democrazia diretta e di libertà non sono affatto intimiditi dalla aggressività dalle accozzaglie eterogenee di politicanti ed affaristi; che gli anarchici rifiutano il potere e di conseguenza non riconoscono come interlocutori politici coloro che occupano poltrone di comando e neppure fanno differenze tra un’amministrazione e un’altra, ma considerando il fatto che l’attuale amministrazione viene senza dubbio considerata, anche da chi l’ha votata, la peggiore amministrazione che Spezzano abbia mai visto all’opera, invita l’attuale maggioranza, qualora abbia un minimo di dignità, a rassegnare in blocco le proprie dimissioni.

L’intervento di Domenico Liguori della Faspixana,

framezzato dagli interventi provenienti dal pubblico di Francesco Salerno e Franco Garofalo

Domenico Liguori inizia il suo intervento elencando le vendette amministrative sia nei confronti degli anarchici che nei confronti di tanti cittadini, per poi subito affrontare la questione relativa alla privatizzazione del cimitero e qualificarla come operazione vergognosa, che trasporta la società di classe anche fra i morti con lotti e cappelle di serie A, B, C, D, e tutta protesa a ingrossare l’affare milionario alla società imprenditrice, che da unica stazione appaltante navigherà su un mare di profitti dalla vendita dei lotti alla costruzione delle cappelle, ai compensi ricavati dalla gestione quindicennale, sino a giungere a tutto ciò che l’impresa promotrice del “project financing” ricaverà dalla parte di ampliamente cimiteriale completamente privatizzata che le sarà data in gestione per anni 99. L’irruenza e la splendida oratoria di Domenico Liguori ad un certo punto del suo dire si fermano ed ecco che lo stesso chiama ad intervenire sul palco il giovane operaio addetto allo spazzamento delle strade di Spezzano, rimasto senza lavoro insieme ad un altro suo compagno, perché “colpevoli” a detta del sindaco, l’uno di aver scritto su facebook contro l’amministrazione e l’altro di aver applaudito nel comizio degli anarchici e della FMB: “Francè vieni tu a dire cosa ti è successo”.

 

L’intervento di Francesco Salerno

sale sul palco e con sicurezza inaspettata inizia a raccontare di come l’odio e la vendetta degli amministratori si sia abbattuta su di lui e sul suo compagno Giuseppe. “siamo rimasti senza lavoro perché ci siamo rifiutati di lasciare la cooperativa fondata dagli anarchici e perché abbiamo criticato l’amministrazione”, è cosi che esordisce Francesco, e poi prosegue con il raccontare i dettagli: “dal mese di dicembre sino a marzo, alcuni assessori comunali hanno più volte sollecitato sia me che tutti gli altri soci lavoratori addetti alla pulizia strade ad abbandonare la cooperativa  arcobaleno e trasferirci in una nascente cooperativa. All’inizio uno solo di noi cedette alle pressioni. Sembrava che la cosa dovesse finire li, ma invece quando ai primi giorni di marzo decidemmo di incrociare le braccia perché la s.r.l City Net non erogava alla nostra cooperativa il dovuto riscoppia la bufera. Ci siamo allora incontrati con il sindaco, il quale ci suggerì di comunicargli il tutto per lettera affinché potesse multare l’impresa appaltatrice city net per inadempienza nei confronti dei lavoratori. abbiamo scritto la lettera, ma niente, anzi andati al capannone per riprendere il lavoro, lo abbiamo trovato chiuso e con il lucchetto cambiato. In seguito altri due soci lavoratori dell’arcobaleno, stretti dal bisogno cedettero alle pressioni di amministratori e City Net, lasciarono la nostra cooperativa, aderirono alla nuova, sponsorizzata dal comune, e continuarono a lavorare, mentre io e Giuseppe siamo rimasti senza lavoro, solo per aver protestato chiedendo il pagamento dei mesi arretrati”. Racconta infine, Francesco, che in seguito al comizio degli anarchici e della FMB dell’undici aprile ed in seguito alla pubblica manifestazione sul lavoro alla quale intervenne Domenico Liguori, “io e Giuseppe siamo andati dal sindaco per chiedergli ulteriori chiarimenti e lui per tutta risposta ci dice che noi due non lavoreremo più, perché io ho parlato male dell’amministrazione su facebook e Giuseppe ha applaudito nel corso del comizio degli anarchici”. Il pubblico, convenuto numeroso, come segnale di grande solidarietà lancia a Francesco un caloroso applauso.

 

Riprende Domenico

La parola ritorna a Domenico che rimanendo in tema informa su come l’amministrazione comunale “delle vendete e dei rancori” sia non solo brava a far perdere il lavoro agli altri ma soprattutto a fornirlo in prospettiva a qualche suo assessore, ed in merito denuncia il contenuto di una delibera della giunta municipale tenuta nascosta per ben sei mesi (dicembre 2009/giugno 2010) che contempla la programmazione di alcuni concorsi per interni e per esterni, a copertura di alcuni posti risultanti nell’organico comunale, di cui uno dovrebbe andare molto probabilmente all’attuale assessore all’urbanistica e pluridelegata, che nel corso del consiglio comunale sul bilancio, stuzzicata dagli interventi dell’opposizione consiliare ha affermato che qualora sarà in possesso dei requisiti richiesti dal concorso vi parteciperà senz’altro; peccato, però, che si è dimenticata di precisare che sarà naturalmente lei stessa insieme agli altri assessori della giunta a stabilire tali requisiti.

Applausi e urla provenienti dal pubblico salutano questo vibrante passaggio del discorso di Domenico, che passando poi a trattare del bavaglio che gli amministratori vorrebbero imporre non solo agli anarchici e ai libertari ma a chiunque dissente dell’operato amministrativo, invita ad intervenire sul palco un altro cittadino, Franco Garofalo, che appassionato di videocamera ha avuto “l’ardire” di riprendere le sceneggiate del consiglio comunale sul bilancio e piazzarle sul suo sito web.

 

L’intervento di Franco Garofalo

Franco, prende il microfono e dopo aver ringraziato la Faspixana per lo spazio concessogli dice, “tre o quattro giorni dopo il consiglio comunale mi avvicina un assessore comunale per dirmi che la segretaria comunale voleva denunciarmi per aver ripreso e pubblicato il consiglio comunale sul mio sito Web, e che solo il suo intervento insieme a quello del vicesindaco ha scongiurato che ciò accadesse”.

Franco prosegue il suo dire rivendicando con forza l’impegno che profonde nella controinformazione sulle problematiche comunitarie da quelle riguardanti il lavoro, e in merito ricorda la manifestazione del primo maggio 2010, a quelle ambientali, ed in merito ricorda il suo impegno contro il depuratore dei veleni, non dimenticandosi di sottolineare come tutti sono bravi a lanciare promesse in campagna elettorale, come del resto hanno fatto gli attuali amministratori, per poi disattenderle.

Conclude il suo intervento dando comunque da capire che non saranno certamente le minacce di denuncia a fermarlo. Un altro grande applauso si leva dal pubblico e la parola passa di nuovo a Domenico per le conclusioni del comizio.

 

Le conclusioni di Domenico

Gli ultimi attacchi di Domenico, dopo l’intervento di Franco, naturalmente non potevano che non andare alla segretaria comunale, definita “dodicesima consigliera della maggioranza amministrativa”, la quale anziché preoccuparsi della delibera “scandalosa” che la giunta ha approvato a dicembre e l’ha tolta fuori a giugno, si preoccupa invece attraverso una sua lettera ufficiale inviata al sindaco ed ai gruppi consiliari di trattare la necessità di dover discutere di quali mezzi attrezzarsi per mettere il bavaglio alla libera informazione. A conclusione del suo intervento Domenico, riepilogando il senso del suo discorso e la situazione che di fatto ormai si vive in paese, una situazione che manifesta netta contrarietà all’operato amministrativo denso di vendette, rancori e pretese di bavaglio alla libera informazione e al dissenso, contrarietà che serpeggia soprattutto tra i fans delusi dalla mancata realizzazione delle promesse elettorali, ricorda agli amministratori che due sono le scelte che si trovano davanti: o saper rendersi capaci di attuare un cambiamento di rotta che permetta loro di poter recuperare parte del dissenso, o dimettersi in massa. Ma Domenico si dice anche convinto che gli amministratori delle due scelte non sapranno mettere in campo nessuna, e pertanto lancia la sua “profezia” affermando che sarà sicuramente la montante protesta popolare che provvederà a licenziare gli amministratori tutti, ed a tracciare un ulteriore passo in avanti dell’autogoverno comunalista e libertario.

 

L’eco del comizio

Nei giorni successivi, l’eco del comizio attraversa l’intero paese con discussioni collettive sulle piazze, bar, case, finisce sulla stampa regionale, sui siti e spazi web locali e territoriali, ed ancora oggi se ne parla.  

Non è certamente un bel periodo per l’amministrazione comunale, ormai da un intero paese dipinta come l‘amministrazione delle vendette, così come per l’appunto recitava il manifesto della Faspixana che ha convocato il comizio “Una piccola storia ignobile di vendette amministrative a puntate... DISTRUGGERE LA COOPERATIVA, DISTRUGGERE GLI ANARCHICI, degno ritratto di chi le mette in opera”.

 

L’incaricato al resoconto


 

 

 

Il video sonoro del comizio può essere scaricato dal sito di Franco Garofalo.

Con l'occasione ringraziamo Franco per il lavoro di grande utilità sociale che svolge nel riprendere e pubblicare le manifestazioni pubbliche che si svolgono nella nostra Spezzano.

Vedi e scarica