LE DUE SPEZZANO

Premessa

Il territorio politico italiano risulta formato da una ventina di governi regionali, da un centinaio o più di governi provinciali e da ottomila governi comunali tra grandi, medi e piccoli, tutti collocati in una piramide politica al cui vertice c'è lo stato con il suo parlamento ed il suo governo centrali.

La repubblica italiana è uno stato a regime democratico e come ogni regime democratico, così come avrete avuto modo di cogliere, si basa sul concetto della democrazia delegata, ossia sul fatto che i cittadini/e elettori attraverso il voto delegano ad altri (deputati, senatori, consiglieri regionali, provinciali, comunali e di conseguenza a ministri, assessori e sindaci) ogni decisione sulle regole del vivere comunitario e sociale nonché sulla risoluzione delle problematiche territoriali. Ma come poi operino gli eletti dal popolo è sotto gli occhi di tutti.

Infatti, gli eletti, siano essi deputati, senatori, consiglieri regionali, provinciali, comunali e di conseguenza ministri, assessori, sindaci, a causa delle loro scelte politiche, fatte di intrighi ed oscure manovre che mirano sempre e solo alla cura dei loro interessi privati di casta, nonché alla cura di interessi clientelari, e comunque solo e sempre alla cura delle fasce sociali dominanti o quanto meno delle fasce sociali privilegiate, tralasciano i problemi comunitari e quelli  delle fasce sociali meno abbienti e se non addirittura li peggiorano facendoli ulteriormente proliferare.

La loro azione politica, insomma, si caratterizza non in difesa del bene comune ma sempre e solo con azioni di vera e propria pirateria amministrativa  contro il bene comune.

Nei regimi democratici è dappertutto così, nonostante che tali regimi vengano ritenuti da coloro che esercitano potere o intendano comunque esercitarlo come le migliori forme di stato possibili, ed a questa regola non poteva certamente sfuggire la casta politica dei personaggi che da più di un trentennio, tra fuoriusciti e nuovi arrivi,  governano Spezzano e sembra che vogliano continuare comunque a governarla. Diciamo da più di un trentennio, e non andiamo oltre, perché l'intenzione è quella di far coincidere nel presente scritto l'analisi della Spezzano del Potere con alcuni cenni di riflessioni e di analisi della Spezzano Altra, la Spezzano dell'Autogoverno che proprio da più un trentennio è stata gradualmente proposta ed in piccolo realizzata in loco dalla presenza anarchica, libertaria e di larghe fasce di simpatizzanti provenienti dalle fasce sociali popolari e meno abbienti; riflessioni e analisi, queste ultime, che troveranno comunque ampia trattazione in un opuscolo a cura della FMB dove saranno esplicitate analisi e proposte per un "Progetto Città della Spezzano Altra".

 

LA SPEZZANO DEL POTERE

È la Spezzano che rispecchia in piccolo la società del dominio, dell'oppressione, dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, di cui lo Stato e dunque, il parlamento, il governo e la magistratura ne sono i garanti.

È la Spezzano della casta dei politici, dei ricchi, dei padroni.

È la Spezzano dell'istituzione Chiesa da sempre schierata dalla parte del Potere, e potere essa stessa addormenta le libertà di coscienza, si intrufola nel privato di ogni individuo, si rivolge ai poveri ma è sempre al fianco dei ricchi, esalta la povertà ma ovunque cura il suo impero fatto di beni e denaro.

È la Spezzano dei partiti e dei sindacati istituzionali, delle associazioni filoamministrative.

È la Spezzano delle amministrazioni comunali, dei sindaci, consiglieri, assessori.

È la Spezzano dell'opportunismo, dell'ipocrisia e dell'ambiguità, dove i politicanti di palazzo, amici e avversari nel contempo, sono sempre pronti a pugnalarsi vicendevolmente alle spalle, se minimamente avvertono che se uno è d'impaccio all'altro nell'esercizio del potere o nella corsa verso il potere.

È la Spezzano di coloro che, privi di ogni dignità umana, leccano il potere per ricevere qualche briciola, per avere qualche tornaconto personale.

È la Spezzano dei mediocri, siano essi gente comune o padroni, dirigenti di partito e di sindacato, sindaci, consiglieri, assessori: mediocri perché non ascoltano la voce delle loro coscienze, perché calpestano la loro dignità e la dignità altrui, pur di conquistare l'esercizio del potere o di semplicemente leccarlo.

È la Spezzano con cui non ci si deve mai schierare se si vuole essere donne e uomini, se si amano la libertà, la giustizia e l'uguaglianza sociali.

 

LA SPEZZANO DELL'AUTOGOVERNO

La Spezzano Altra

È la Spezzano che rispecchia in piccolo il vivere sociale nella libertà, che rifiuta il dominio, l'oppressione, lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo di cui lo Stato e dunque il parlamento, il governo e la magistratura ne sono i garanti.

È la Spezzano degli studenti, dei giovani, delle donne, dei disoccupati, dei lavoratori, dei pensionati che si rendono artefici del proprio futuro.

È la Spezzano degli anarchici, dei libertari e di quanti non si riconoscono nelle regole del dominio di Padroni, Stato e Chiesa perchè amano allo stesso modo le proprie e le altrui libertà.

È la Spezzano delle associazioni di base e delle cooperative autogestionarie.

È la Spezzano delle lotte popolari e in continua ribellione contro i soprusi e le ingiustizie sociali della Spezzano del Potere, della Spezzano delle amministrazioni comunali, dei sindaci, consiglieri, assessori.

È la Spezzano che combatte e rigetta la politica di palazzo, la politica del potere che permette a un pugno di persone di decidere sulla testa di un'intera comunità.

È la Spezzano che afferma e pratica il vero senso della politica, della politica di piazza e di quartiere, della politica assembleare, della politica che passa la parola e le decisioni all'intera comunità. 

È la Spezzano della libertà, della coerenza, della schiettezza, della solidarietà, del mutuo appoggio, dell'amore e dell'amicizia sinceri fra simili.

È la Spezzano orgogliosa della propria dignità umana, che non lecca il potere per ricevere briciole, per avere tornaconti personali, ma che quotidianamente delegittima il Potere con conquiste sociali autogestionarie.

È la Spezzano degli uomini e delle donne che non delegano ad altri la risoluzione delle problematiche comunitarie.

È la spezzano che si autogestisce e si autogoverna e con la quale necessita schierarsi se si amano la libertà, la giustizia e l'uguaglianza sociali.