La semplicità e il mondo nuovo

di Antonio Nociti


Buon anno, felice anno nuovo, sereno anno nuovo, buon 2012. E così via.

Da sempre l'umanità cerca, all'interno degli avvenimenti simbolici, come appunto un nuovo anno, di confermare la speranza di una nuova e migliore vita affidando al destino i propri sogni, le proprie verità, l'auto-convincimento che “questa volta andrà meglio”! “Deve andare meglio”!

E si, non possiamo farne a meno: pur di non impegnarci in prima persona per la risoluzione dei nostri problemi ci affidiamo al naturale svolgere del tempo sperando che il nostro spazio sociale si aggiusti per volontà divina, per volontà altrui, per volontà del potere politico costituito, per volontà dei migliori oroscopi del mondo.

 

Ed ecco che si forma la necessaria voglia di libertà. Quella libertà che ognuno vorrebbe per se anche a danno delle altrui libertà.

Libertà non foriero di cultura, ricerca, progettazione … ma semplice spazio all'interno del quale si possa realizzare il proprio posizionamento sociale nella già esistente forma sociale .. per quanto essa sia deleteria, ingiusta, banale, formale. Racchiusa all'interno di uno spazio costruito e mantenuto dall'altro e non da se stessi.

Voglia di libertà che non scaturisce dal convincimento che essa deve essere conquistata, costruita, progettata ma scaturisce quando deleghiamo gli altri per la costruzione della propria libertà.

Si trasferisce ad un ipotetico potere partitico il proprio desiderio con la speranza che questo potere possa e debba soddisfarlo.

In altre parole DELEGHIAMO e ci addormentiamo dolcemente cullati dal sogno che DEVE anch'esso essere bello .. almeno nei sogni la vita deve procedere secondo la costruzione del proprio spazio sociale!

Ci troviamo a dover desiderare, e solamente questo, un mondo migliore ad ogni fine anno. Ci troviamo a dover trasferire all'agire di altri quel barlume di spazio sociale equo solidale, che ogni tanto affiora in noi. E questi ALTRI vengono considerati degli eroi fino a quando li vediamo agire per noi ma se per caso questi si fermano a pensare subito li consideriamo dei traditori, poiché li vediamo fermi, senza azione. E pronunciamo sconsolate parole che disegnano l'abbandono al proprio destino.

Eppure tutto lo svolgersi della natura ci mostra la strada che dovremmo percorrere: la conquista della conoscenza. La conquista della consapevolezza dei fatti e la loro comprensione. Quei fatti della nostra storia che stanno lì, a portata di mano, per poter essere letti e compresi. Ma non li riconosciamo!

Eppure sono lì. I semplici fatti. Le semplici parole. La semplice forma delle cose.

Per comprenderle dovremmo riportare tutto nella forma originaria: la semplicità. Dovremmo smontare quindi la complessità, smontando la lingua che non ci appartiene.

Per ora non li riconosciamo i fatti perché coperti dalla costruzione di parole altre per cui, per esempio, la crisi economica è “lo spread” che sale … ma nessuno si degna a spiegarci cos'è lo spread. Ma sopratutto pochissime persone si servono della ricerca, dello studio, della propria volontà per comprendere le parole degli altri. Per comprendere il perché coloro che detengono il comando hanno bisogno di una lingua che complica il processo della conoscenza.

I fatti economici, sociali, politici, si comprendono riportandoli nella forma più semplice possibile e sopratutto RIFIUTANDO le parole degli altri costruendo le proprie parole insieme agli altri.

Potremmo tentare di comprendere, per esempio, dicendo che la crisi, è il fallimento dell'organizzazione che la finanza mondiale si è data da circa 70 anni: la ricerca del minimo e del massimo. La differenza tra il prezzo più basso a cui un venditore è disposto a vendere un titolo e il prezzo più alto che un compratore è disposto ad offrire per quel titolo. Questo è lo spread!
In altre parole quanta liquidità (quanto denaro reale) c'è nel mercato in un determinato momento.

Quindi la crisi economica è frutto dello squilibrio tra chi vende e chi compra all'interno di un mercato costruito non da noi – se mai lo sopportiamo – ma da poche altre persone che si trovano ad avere il potere del denaro.

Semplicità: Il potere del denaro è in mano alle banche.

Semplicità: Il mercato non è lo spazio della maggioranza delle persone. È lo spazio di una minoranza.

Semplicità: la politica partitica detentrice del potere costituito (governo dello Stato, governo della burocrazia) è al totale servizio di chi detiene il potere del denaro.

Semplicità: per comprendere i fatti bisogna smontarli e osservare i pezzi sparsi.

Semplicità: le banche ci fanno pagare la crisi che esse stesse hanno scatenato.

Semplicità: potremmo non più subire la crisi se al loro mercato si contrapponesse un nostro mercato. Che trattasse le nostre esigenze.

Semplicità: i soldi per il nostro pensionamento sono nostri!

Semplicità: l'Europa unita è di fatto la guerra economica tra i singoli stati dell'Europa stessa.

Semplicità:Chi è tanto stupido da credere alle vanterie del commerciante che decanta la sua merce?

Semplicità: le banche vendono denaro. Ti vendono cento e ne vogliono centocinquanta!

Semplicità: il mondo capitalistico è in crisi!

Semplicità: portiamo nello scenario della storia un mondo nuovo.

È stato un anno terribile. Buon anno e felice vita a tutti voi.

Antonio Nociti