IL TAR rigetta il ricorso DAS e fra gli amministratori scoppia la festa dell'ipocrisia

di Domenico Liguori


Nel frattempo: rifiuti, fogne a cielo aperto, percolato, inquinamento rete idrica sovrastano il paese e grossi business si affacciano all’orizzonte per le solite bande tecnico-politiche su piano strutturale, allargamento cimitero etc., mentre in seno alla maggioranza le solite beghe infantili ma certamente non disinteressate promettono scintille.

 

L’esultanza dei menzogneri

In merito al rigetto da parte del Tar del ricorso della DAS srl, impresa che nel 2008 aveva avviato con la amministrazione comunale dell’epoca la procedura per l’installazione nel territorio di Spezzano Albanese di un depuratore di “rifiuti speciali non pericolosi”, leggo sul quotidiano “Calabria ora” che ad esultare in paese ci siano veramente tutti.

Non so se quanto scritto dall’articolista G. Montone sia frutto di dichiarazioni che gli sono state rilasciate dalle parti chiamate in causa (mi riferisco naturalmente non agli anarchici, sui quali posso personalmente garantire che nessuna dichiarazione hanno rilasciato in merito, ma agli ex e agli attuali amministratori, e a quelle persone oggi fuori dal consiglio municipale ma all’epoca all’opposizione) o sia invece frutto della sottile ironia di un cronista che ha voluto evidenziare con sarcasmo l’ipocrisia che regna sovrana in loco nelle cosiddette forze politiche istituzionali.

Comunque, che corrisponda al vero la prima ipotesi o viceversa la seconda, ritengo che in ogni caso vada riconosciuto al cronista il merito di aver riproposto il dibattito su una questione che all’epoca ha coinvolto l’intero paese.

Pertanto, se mi permetto di ribadire ancora una volta la verità storica sulla questione di certo non guasta; e naturalmente mi riferisco a quella verità ormai scolpita nella coscienza collettiva, a quella verità che sta lì a testimoniare che l’unica vera oppositrice alla costruzione dell’ecomostro è stata l’intera comunità arbereshe, coadiuvata sinceramente nell’azione solo dagli anarchici della Faspixana, dai libertari della FMB, dagli ambientalisti.

Provate a immaginare cosa sarebbe successo se la comunità non si fosse mobilitata contro il depuratore dei veleni:

  • la Giunta comunale di allora non avrebbe esitato un attimo nel permettere l’installazione del Depuratore che con sicumera veniva dalla stessa definito come l’affare del secolo che avrebbe risanato le casse comunali;

  • l’opposizione consiliare dell’epoca, alla quale del depuratore, in tutta verità, non gliene fregava un bel niente, avrebbe continuato a gridare contro lo scandalo dell’ecomostro solo con lo scopo di usarlo come pretesto per mandare a casa gli amministratori e spianarsi la strada verso il potere.

Difatti: chi ha chiesto la convocazione dell’assemblea dell’8 maggio 2008 sulla questione depuratore?

L’opposizione di allora o la Faspixana e la FMB nel corso del comizio del 1° maggio 2008?

Chi ha smascherato pubblicamente i trascorsi scandalosi della DAS srl con apposita documentazione? L’opposizione che la documentazione se la teneva in tasca? gli anonimi che hanno provveduto a inviarla all’allora sindaco solo dopo che anarchici ed FMB l’avevano di già resa pubblica? O la Faspixana e la FMB che l’hanno resa nota alla comunità il 15 maggio 2008 con apposito manifesto, col quale chiedevano fra l’altro l’immediata revoca della delibera di convenzione tra DAS e Comune, avvenuta poi nell’ambito del consiglio comunale straordinario del 22 maggio?

Dunque, questi signori di cosa stanno esultando? Dell’ambiguo atteggiamento assunto nella primavera del 2010, quando, di già amministrazione, invece di ribadire con deliberazione consiliare il NO all’ecomostro, andavano alla ricerca di firme popolari per pararsi “il sedere” con la DAS? per dimostrare alla DAS che erano stati costretti dalla raccolta di firme a riproporre la delibera, altrimenti ci avrebbero lasciato correre?

Per amor di cronaca, rimane comunque da dire che la delibera in effetti l’hanno poi riproposta, ma senza raccolta firme, perché il popolo aveva compreso il “sotterfugio” e come tale l’ha smascherato.

Ancora una volta, dunque, la verità si è dimostrata essere una sola: nel 2010 come nel 2008 a impedire la costruzione del depuratore dei veleni è stata solo e semplicemente la forza della mobilitazione popolare!

Coloro che si sono sinceramente battuti contro l’ecomostro non avevano di certo bisogno della sentenza del TAR per esultare: l’hanno fatto nella primavera del 2008, l’hanno fatto nella primavera del 2010, quando prima un’amministrazione comunale e poi un’altra, trovandosi davanti ad una forte mobilitazione popolare, si sono viste costrette a deliberare ciò che non avrebbero mai voluto deliberare. Perciò ritengo che l’esultanza la si possa oggi ben lasciare agli ipocriti.

 

Al bando le illusioni

Alla luce dei tanti problemi che gravano sulla comunità mi sorgono spontanee alcune domande:

  • si può pretendere una strenua difesa dell’ambiente da parte di un’amministrazione comunale che l’ambiente lo calpesta giorno per giorno? Che lo fa con discariche abusive che chiama “bonificate” (vedi ammasso rifiuti nell’ex mattatoio, vedi ammasso rifiuti e falò nel retro cimitero, etc), con fogne a cielo aperto, con il percolato disseminato per strada dai mezzi della City Net srl? che non si esprime ufficialmente sulle cause dell’inquinamento dell’acqua potabile: sostanze fecali nella rete idrica? Infiltrazioni del percolato disseminato per le strade in una rete che presenta rotture in varie zone del paese?

  • si può ancora attendere l’attuazione delle paradisiache promesse elettorali da parte di un’amministrazione che ha portato a termine e in modo peggiorativo tutte le scelte che aveva criticato alla precedente amministrazione,vedi ad esempio in primis la scandalosa operazione relativa all’ampliamento del cimitero? di un’amministrazione che ha promesso opportunità di lavoro ed elargito licenziamenti? di un’amministrazione che ha promesso a tutti parità di trattamento ed ha invece distribuito solo favori da un lato e vendette dall’altro?

Mi chiedo ancora: questi signori troveranno mai la forza di confrontarsi pubblicamente con la comunità e di assumersi le loro responsabilità nei confronti delle minacce quotidiane che incombono sull’ambiente e sulla salute pubblica, nei confronti dello scandalo cimiteriale, nei confronti della disoccupazione imperante e della povertà che aumenta, nei confronti dei favori elargiti e delle orchestrate vendette? Ritengo proprio di no. Difatti come potrebbero fare ciò, impegnati come sono ad accendere, spegnere e poi di nuovo accendere i loro infantili litigi quotidiani tutti in difesa delle loro poltrone… a sciogliere una giunta e comporre un’altra, a sciogliere quest’altra per far ritornare la giunta di prima e così via… a predisporre una nuova segnaletica col semplice intento di piazzare un vistoso quanto inutile STOP davanti all’abitazione di un assessore… a deliberare in consiglio mo per un cardinale, mo per un consigliere, mo per la segretaria… etc. etc?

Forse qualcuno si starà domandando: Possibile che gli amministratori non si accorgano di come stanno coprendosi di ridicolo?

Possibile che nessuno di loro sia mosso da un pizzico di dignità personale? Come si suo dire: staremo a vedere.

 

Qualcosa si muove? o è solo un effetto ottico?

Si dice che nell’ultimo consiglio comunale del 17.11.2010 sia successo un qualcosa fuori norma: il gruppo consiliare Vps, “Voce del popolo spezzanese”, che si dichiara di maggioranza ma nel contempo autonomo dalla maggioranza riguardo alle decisioni che sarà chiamato di volta in volta ad esprimere nell’ambito del consiglio comunale, ha bloccato con la sua astensione l'immediata esecutività della delibera riguardante la costituzione di una società fra comuni e Regione Calabria denominata “Magna Graecia” (ennesima deliberazione consiliare di servilismo amministrativo nei confronti di qualche spregiudicato politicante mangione, che intende cibarsi con gli eventuali fondi da destinare alla “Magna Graecia”: almeno a parere di chi scrive).

Ciò considerato, vogliamo comunque chiederci a cosa si deve l’astensione di cui sopra da parte del gruppo consiliare VPS?

Alle solite infantili beghe amministrative fra bande interessate ai business intrinsecamente legati alla gestione delle grosse questioni, tipo cimitero, Piano Regolatore, etc.?

Oppure ad una o più delle seguenti ipotesi:

  • il Vps non è stato adeguatamente informato dagli altri componenti della maggioranza, come dallo stesso dichiarato;

  • il VPS si è stancato di reggere la coda alla Una e Trina maggioranza che siglata suona come Cu.Lu.Li.;

  • i componenti del VPS (fra l’altro cresciuti ultimamente di numero con l’adesione di altri componenti della lista “L’altra Spezzano”) hanno ormai deciso di dare voce alla propria coscienza;

  • i componenti del VPS rivendicano la messa in chiaro delle cose all’interno di una maggioranza che calpesta quotidianamente i propositi sbandierati a gran voce durante la campagna elettorale;

  • i componenti del VPS rivendicano la formazione di un nuovo esecutivo che rompa definitivamente i ponti col passato, che ponga le basi ad una politica amministrativa aperta e attenta alle questioni sociali.

A darci una risposta in merito, sarà sicuramente il tempo che, come si dice, è galantuomo.

 

Il teatrino della politica lasciamolo ai politicanti

Da quando giovanissimo ho abbracciato le idee e la prassi anarchiche e libertarie ho pari tempo rifiutato la delega. Ho cessato di credere che possano essere gli altri a risolvere i miei problemi. Ho cessato altresì di credere che possa essere un pugno di persone a risolvere le questioni di natura sociale. Ho cessato in definitiva di delegare a governi, ad amministrazioni comunali, a chicchessia la messa in atto della giustizia sociale accogliendo come massima la seguente: “l’emancipazione sociale dei lavoratori sarà opera dei lavoratori stessi o non lo sarà”. A questa massima ho sempre modellato le mie idee e le mie azioni.

A questa massima ho dedicato il mio impegno nel sociale sino ad oggi e continuerò a dedicarlo finché ne avrò vita e forza, perché tutto ciò che quotidianamente succede mi dimostra la sua validità, di cui ritengo si possa accorgere chiunque, se solo si mette a riflettere in merito. Nessuna forma di stato, nessun governo, nessuna amministrazione ha mai garantito le finalità su cui le stesse a parole dicono di basarsi. Nessuna forma di potere ha mai garantito giustizia sociale.

Io so, ma se ci riflettiamo possiamo renderci conto tutti, che le conquiste degli umili, degli oppressi, dei poveri, dei dominati, degli sfruttati non sono mai state loro concesse dai governanti, dagli amministratori, dai padroni ma sono sempre state il risultato di una lotta dura e decisa portata avanti in prima persona. A Roma, a Parigi, sino ad arrivare ai piccoli centri come la nostra Spezzano, insomma ovunque nel mondo, il popolo ha vinto solo quando ha trovato la forza di fare da sé, quando ha rifiutato la delega ed ha praticato l’azione diretta.

A Spezzano a impedire l’installazione della fabbrica di decoinbentazione dell’amianto è stata la mobilitazione popolare, così come è stata sempre la mobilitazione popolare che ha impedito l’installazione del depuratore. Perciò se oggi vogliamo, ancora una volta, procurarci delle vittorie, se vogliamo ad esempio impedire il perpetuarsi dell’emergenza ambientale, lo scandalo cimiteriale, una gestione affaristica del Piano Strutturale, etc., occorre ancora una volta che ci mobilitiamo come comunità. È giunto il momento di lasciare definitivamente Il teatrino della politica ai politicanti. Riprendiamo in mano il nostro futuro e tutti insieme il futuro della nostra comunità, senza mai più delegarlo a chicchessia: questo e solo questo è l’unico modo per garantircelo.

 

D. Liguori della Faspixana e della FMB