DUE CONSIGLI COMUNALI IN SEI GIORNI DUE FARSE STUDIATE A TAVOLINO

Aumentano l'IMU seconda casa al massimo e l'IRPEF

Per far pagare a una comunità sommersa dai rifiuti il dissesto finanziario comunale causato da un'amministrazione di litigi, vendette e favori e da un’opposizione consiliare inesistente

 

Quattro giunte in 3 anni e mezzo di falsi abbracci, languide carezze e pugnalate alle spalle

Immaginate 17 eletti in un consiglio comunale di cui 12 designati alla maggioranza e 5 all’opposizione.

 

Immaginate che tra i 12 scoppino ben presto liti e ammiccamenti, odi e amori, ipocrite carezze seguite da pugnalate alle spalle, favoritismi e dispetti sulla spartizione della torta e conseguenti clientele, vendette, rancori, protezioni da elargire.

 

Immaginate i 5 che stanno a guardare denunciando morbidamente il tutto senza scomodarsi più di tanto per paura che vengano loro rinfacciate operazioni non limpide del loro trascorso amministrativo o semplicemente per la machiavellica formula del potere che recita il “tanto peggio tanto meglio”, laddove naturalmente il meglio è rivolto alla casta che aspira al potere e il peggio alla comunità.

 

Immaginate che a un certo punto 5 si dissocino dalla maggioranza e costituiscano un gruppo consiliare autonomo… che il sindaco licenzi la giunta e ne formi una nuova…

 

Immaginate che il gruppo dei 5 si spacchi e il sindaco dopo qualche mese licenzi la nuova giunta e ripristini quella precedente…

 

Immaginate che scoppino poi, sempre sulla spartizione della torta, ulteriori clientele, vendette, abbracci e pugnalate, favori e dispetti da elargire e il vicesindaco e assessore al bilancio (ex appartenente al gruppo dei 5, ormai formato da 3) abbandoni la maggioranza collocandosi all’opposizione.

Immaginate che il sindaco, in seguito a ciò, metta mano a un rimpasto e dia un premio a chi il paese vorrebbe invece punire: una pluriassessora che per magia si ritrova a svolgere anche la funzione di vicesindaco.

 

Immaginate che questa amministrazione (passata alla storia come l’amministrazione delle vendette e dei favori, o ancor meglio come l’amministrazione dei ladri di Pisa) pur di non abbandonare l’affarismo poltronesco e con l’ uso di espedienti della peggior specie, fatti di falsi abbracci e reali pugnalate alle spalle ha raggiunto il record di ben quattro giunte in tre anni e mezzo.

Sembra roba da manicomio… vero? Invece, è solo e semplicemente ciò che è accaduto nella nostra Spezzano dal giugno 2009 ad oggi, mentre il paese si riempiva e continua a riempirsi in ogni angolo di discariche abusive di cui alcune andate a suo tempo a fuoco, di percolato lasciato cadere per strada, di buche, di fogne rotte che tardano ad essere riparate, di persone bisognose che sprofondano sempre più nella miseria, ecc. .

Ma potevano gli amministratori disturbarsi a risolvere queste sciocchezze? Intenti com’erano a distribuire la cittadinanza onoraria a qualche cardinale che poteva ritornare utile nell’assegnazione di fondi milionari formalmente destinati al paese, ma di fatto destinati invece alla gestione di bande formate da tecnici, amministratori e faccendieri politici di ogni risma e colore? Intanto, di passo in passo, con questo andazzo si è giunti alle ultime farse di cui due di già celebrate in ottobre e l’ultima che si preannuncia per novembre, che molto probabilmente faranno toccare il fondo a un’intera comunità.

 

PRIMA FARSA, IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 23 OTTOBRE 2012

In tre anni e mezzo - precisamente dal giugno 2009 - mai un manifesto dell’amministrazione comunale era apparso sui muri di Spezzano. L’amministrazione che aveva promesso di governare “insieme al popolo”, rintanata nelle stanze del palazzo e all’oscuro di un’intera comunità, in tre anni e mezzo, non aveva trovato di meglio che decidere fra litigi e ammiccamenti, fra abbracci e pugnalate, fra vendette e favori su come dividersi e dividere le fette di torta che bandivano la tavola con delibere, appalti e atti comunali ad hoc. Alcuni giorni prima del consiglio, invece, ecco che Spezzano viene tutta tappezzata di manifesti che esaltano le gesta eroiche di un’amministrazione comunale che ha lavorato in silenzio per “il bene della comunità” e che ora chiede a tutti, a maggioranza ed opposizione e non per ultimo all’intera comunità che si troverà costretta a subire gli aumenti IMU seconda casa al massimo e IRPEF, di dimostrarsi responsabili se non vogliono che il comune crolli in una crisi irreversibile.

Cose da pazzi: come se a governare fossero stati altri e non loro!

Praticamente siamo al paradosso: un pugno di amministratori irresponsabili, sino al punto di aver provocato un dissesto comunale che ormai bussa alla porta, chiedono ad altri di dimostrarsi responsabili nell’accettare gli aumenti IMU seconda casa al massimo e IRPEF! Ma se è vero che il sindaco è solito mettere le mani nelle sue tasche per non gravare nelle casse comunali, come più volte lo stesso ha ribadito in pieno consiglio comunale, perché non si è messo le mani nelle sue tasche per riparare il buco di bilancio provocato dall’amministrazione da lui capeggiata, anziché attingere dalle tasche dei cittadini, dei lavoratori, dei pensionati con gli aumenti delle tariffe?

Il giorno del Consiglio accanto al manifesto di già menzionato viene affisso un altro manifesto che, a prima vista, per lo stile grafico che presenta sembrava pubblicizzasse la nascita di qualche nuova bottega commerciale, e invece no, si trattava semplicemente di un ulteriore manifesto a firma del sindaco. Ci avviciniamo per leggerlo e a grande sorpresa scopriamo che non solo per lo stile ma anche per il contenuto si trattava pur sempre di un manifesto di bottega, di una bottega istituzionale di 14 milioni e passa di euro, una bottega che dietro la facciata del benessere comunitario nasconde in realtà, al pari di tutte le botteghe istituzionali una molle di business per le variegate bande di tecnici e politicanti di mestiere che attingeranno ad essa per ulteriormente ingrossare i loro portafogli. Insomma, c’è aria di crisi amministrativa e gli amministratori tentano di scongiurarla da un lato col terrorismo dei danni irreversibili che potranno ricadere sulla comunità, qualora dovesse giungere in paese il commissario prefettizio, e dall’altro con uno zuccherino di 14 milioni di euro che la comunità rischierebbe di perdere.

Fatto sta che in una sceneggiata densa di stangate, di minacce, di terrorismo psicologico ma non priva di qualche zuccherino, messa in atto dagli amministratori, si giunge intanto al consiglio comunale del 23 ottobre dove risultano presenti 14 consiglieri (7 di maggioranza e 6 di opposizione) più il sindaco, 15 in tutto. Risultano assenti invece 2 consiglieri, di cui uno per motivi di salute della maggioranza e uno del VPS.

Sulla questione aumenti IMU seconda casa al massimo e IRPEF dal tenore degli interventi mentre emerge in maniera chiara la posizione ipocrita e terroristica dei 7 della maggioranza, tutta centrata su chissà quali danni si abbatteranno sulla comunità se l’amministrazione non avrà i numeri per approvare il bilancio comunale di previsione (tipo: il commissario prefettizio aumenterà tutte le tasse e non solo l’IMU seconda casa e l’IRPEF, il comune perderà lo stanziamento dei 14 milioni di euro che gli sono stati assegnati, ecc., omettendo naturalmente tutte le loro responsabilità sul fatto di aver in tre anni e mezzo portato il comune al dissesto finanziario…), la posizione dei 6 dell’opposizione, invece, pur se chiaramente contraria agli aumenti imu e irpef, appare alquanto squallida ed opportunista: avrebbero potuto denunciare in maniera forte la farsa di un bilancio preventivo che sarà presentato non all’inizio ma quasi alla fine dell’anno di riferimento che è il 2012, avrebbero potuto informare la comunità sugli atti amministrativi e sui numeri che hanno portato il comune al dissesto finanziario, e sulla base di tutto ciò ”pretendere” le dimissioni del sindaco e dell’intera Giunta come atto doveroso nei confronti della comunità, ecc., e invece no, solo un sommesso piagnisteo sui litigi e sulle divisioni interne alla maggioranza accompagnato da un accorato appello alla maggioranza, tipo “se avete i numeri governate, altrimenti rassegnate le dimissioni”.

L’amara sorpresa per la maggioranza e l’opposizione per ora non una e trina, bensì solo trina (Nociti, Iannuzzi e Serra) arriva comunque al momento del voto dei 2 consiglieri del VPS (Lupinaro e Viceconte), i quali invece di “lavarsi le mani” come spesso avevano fatto in occasioni simili, si decidono di votare contro gli aumenti imu ed irpef decretando un chiaro risultato di 7 favorevoli e 8 contrari che sancisce le bocciature delle delibere e l’impossibilità per l’amministrazione di poter procedere alla stesura del bilancio entro il termine ultimo del 31 ottobre 2012. La sorpresa è amara per la maggioranza perché sarà chiamata dalla corte dei conti alle sue responsabilità. La sorpresa è amara per l’opposizione trina perché in pochi mesi deve decidere sulle alleanze, sulle macchinazioni, sulle trame da mettere in atto per la presentazione della lista o delle liste.

 

MA DI COSA HANNO AVUTO PAURA GLI AMMINISTRATORI?
Ecco ciò che vi hanno tenuto segreto

"5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, gli amministratori che la Corte dei conti ha riconosciuto, anche in primo grado, responsabili di aver contribuito con condotte, dolose o gravemente colpose, sia omissive che commissive, al verificarsi del dissesto finanziario, non possono ricoprire, per un periodo di dieci anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali e di rappresentante di enti locali presso altri enti, istituzioni ed organismi pubblici e privati. I sindaci e i presidenti di provincia ritenuti responsabili ai sensi del periodo precedente, inoltre, non sono candidabili, per un periodo di dieci anni, alle cariche di sindaco, di presidente di provincia, di presidente di Giunta regionale, nonché di membro dei consigli comunali, dei consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli regionali, del Parlamento e del Parlamento europeo. Non possono altresì ricoprire per un periodo di tempo di dieci anni la carica di assessore comunale, provinciale o regionale ne' alcuna carica in enti vigilati o partecipati da enti pubblici. Ai medesimi soggetti, ove riconosciuti responsabili, le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti irrogano una sanzione pecuniaria pari ad un minimo di cinque e fino ad un massimo di venti volte la retribuzione mensile lorda dovuta al momento di commissione della violazione.

(comma così sostituito dall'art. 3, comma 1, lettera s), decreto-legge n. 174 del 2012)”

5-bis. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, qualora, a seguito della dichiarazione di dissesto, la Corte dei conti accerti gravi responsabilità nello svolgimento dell'attività del collegio dei revisori, o ritardata o mancata comunicazione, secondo le normative vigenti, delle informazioni, i componenti del collegio riconosciuti responsabili in sede di giudizio della predetta Corte non possono essere nominati nel collegio dei revisori degli enti locali e degli enti ed organismi agli stessi riconducibili fino a dieci anni, in funzione della gravità accertata. La Corte dei conti trasmette l'esito dell'accertamento anche all'ordine professionale di appartenenza dei revisori per valutazioni inerenti all'eventuale avvio di procedimenti disciplinari, nonché al Ministero dell'interno per la conseguente sospensione dall'elenco di cui all'articolo 16, comma 25, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. Ai medesimi soggetti, ove ritenuti responsabili, le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti irrogano una sanzione pecuniaria pari ad un minimo di cinque e fino ad un massimo di venti volte la retribuzione mensile lorda dovuta al momento di commissione della violazione.

(comma introdotto dall'art. 3, comma 1, lettera s), decreto-legge n. 174 del 2012)".

In più, ecco cosa recita l'articolo 247 del Testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000) che prevede l'omissione della dichiarazione di dissesto

"1. Ove dalle deliberazioni dell'ente, dai bilanci di previsione, dai rendiconti o da altra fonte l'organo regionale di controllo venga a conoscenza dell'eventuale condizione di dissesto, chiede chiarimenti all'ente e motivata relazione all'organo di revisione contabile assegnando un termine, non prorogabile, di trenta giorni.

2. Ove sia ritenuta sussistente l'ipotesi di dissesto l'organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine, non superiore a venti giorni, per la deliberazione del dissesto.

3. Decorso infruttuosamente tale termine l'organo regionale di controllo nomina un commissario ad acta per la deliberazione dello stato di dissesto.

4. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio dell'ente, ai sensi dell'articolo 141".

 

SECONDA FARSA, IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 OTTOBRE 2012

Il 24 ottobre in paese tutti si aspettavano le dimissioni del sindaco e della Giunta ma in ambienti promiscui di maggioranza e opposizione si vociferava su macchinazioni a sorpresa che si stavano orchestrando nelle stanze del potere. Macchinazioni oscure che preannunciavano le dimissioni del consigliere comunale del VPS Carmine Lupinaro e la conseguente surroga spettante alla dodicesima eletta della lista “l’Altra Spezzano” Mariangela Presta. In effetti le dimissioni di Lupinaro nell’arco di qualche giorno diventarono ufficiali e l’accaduto darà modo a molti di ipotizzare minacce rivolte al consigliere dimissionario e un eventuale “accordo” raggiunto tra la maggioranza e la neoconsigliera che subentrerà in consiglio per un salvataggio in extremis dell’amministrazione. Dopo qualche giorno ancora, a conferma di quanto si ipotizzava in paese giunge la notizia della convocazione di un nuovo consiglio comunale per il 29 ottobre con lo stesso ODG del precedente consiglio. A tal punto, insomma, non ci voleva molto a comprendere che la “frittata” era ormai bella e servita. In un’atmosfera tinta comunque di giallo, perché non priva di punti interrogativi si giunge intanto al consiglio. Questa volta su 17 membri che compongono il consiglio i presenti non risultano più 15 ma 13 (12 consiglieri in tutto, di cui 6 di maggioranza e 6 d’opposizione, più il sindaco). Risultano assenti 4 consiglieri, di cui 1 di maggioranza per motivi di salute, 1 del VPS sempre per motivi di salute, un altro del VPS senza motivazione ufficiale e l’altro del VPS perché dimissionario. Iniziato il consiglio si procede immediatamente alla surroga del dimissionario e al posto di Carmine Lupinaro subentra la neoconsigliera Mariangela Presta. Il consiglio risulta pertanto composto non più da 13 presenti ma da 14 (13 consiglieri, di cui 6 dichiaratamente di maggioranza, 6 dichiaratamente d’opposizione e la neoconsigliera che si dichiara appartenente al VPS, più il sindaco).

Insomma, apparecchiata la tavola ed aggiustati i piatti, pardon i numeri, tutto è pronto per dare inizio alla seconda farsa: la farsa del 29 che deve annullare quella del 23, la farsa che farà gioire alcuni per essersi salvati il “sedere” dalle eventuali responsabilità di cui avrebbero dovuto risponderne, altri che aspetteranno speranzosamente la dovuta “ricompensa”, ed altri ancora perché non solo non vedranno scoperchiate “le tombe” di cui potrebbero essere responsabili ma avranno più tempo per le macchinazioni e le trame da mettere in atto per le prossime elezioni comunali che a tal punto, logica vorrebbe, salvo sorprese alla terza farsa di novembre, che si celebrino alla scadenza naturale del 2014.

Ammesso che non sia così, e quanto scritto sia solo frutto di nostre illazioni:

perché la maggioranza non ha illustrato pubblicamente le conseguenze alle quali andavano incontro il sindaco e gli assessori qualora non avessero potuto procedere alla presentazione del bilancio preventivo (vedi sopra “Ma di cosa hanno avuto paura gli amministratori?” )?

  • Perché la trina opposizione (Nociti, Iannuzzi, Serra) si è limitata a denunciare “morbidamente” le conseguenze a cui sarebbero andati incontro gli amministratori con il solito ritornello “se avete i numeri continuate a governare”, aggiungendo semplicemente la perplessità sul fatto che nell’arco di una settimana si tengono due consigli comunali con lo stesso ODG (cosa del resto fatta verbalizzare su richiesta)? Perché non si è dissociata con un documento pubblico da una sceneggiata consiliare copione della prima che serviva semplicemente a permettere di continuare a governare ad un maggioranza che ha portato il comune al dissesto finanziario?

  • Perché la neoconsigliera del VPS non ha illustrato in sala le novità che dovrebbero a breve realizzarsi permettendo all’amministrazione di prendere una nuova strada che potrebbe risultare positiva per il paese? Di quali novità si tratta? Di una probabile quinta Giunta barattata con il fatto di aver permesso con la sua astensione all’attuale Giunta di poter procedere all’approvazione del bilancio salvandola dalle responsabilità di cui avrebbe dovuto rispondere in caso di mancata approvazione del bilancio? Insomma, la neoconsigliera ha salvato l’attuale Giunta e non certamente il paese. La neoconsigliera lo sa o non lo sa che per la sua astensione entro il 17 di dicembre si abbatterà sulla testa della comunità una vera e propria mannaia di aumenti relativi all’IMU seconda casa al massimo e il prossimo anno un’altra mannaia di aumenti relativi all’IRPEF che colpiranno soprattutto lavoratori e pensionati?

 

CHE COSA SUCCEDERÀ ALLA TERZA FARSA DI NOVEMBRE?
Cosa succederà al consiglio comunale di presentazione del bilancio comunale preventivo?

Il bilancio sarà approvato? non sarà approvato? All’amministrazione della Giunta Cu.Lu.Li, poco importa, perché grazie all’astensione della neoconsigliera il suo “sedere” se lo è ormai bello e salvato con le delibere approvate dal consiglio comunale del 29 ottobre. Una cosa è certa: a dover piangere lacrime e sangue, come si suol dire, sarà la comunità con gli aumenti IMU seconda casa al massimo e IRPEF a cui sarà chiamata a far fronte.

 

CITTADINE, CITTADINI!

Se non volete più rendervi complici di questo stato di cose, di queste farse che offendono l’intera comunità occorre che si dia vita ad una protesta forte ed energica che mandi a casa, e immediatamente, l’intero consiglio comunale, maggioranza, opposizione e dissidenti.

Necessita che la comunità si liberi delle solite facce che da più di trent’anni circolano al comune promettendo il benessere del paese mentre in realtà curano solo e semplicemente i loro interessi. Occorre non delegare, non andare più a votare. Occorre rafforzare le strutture di base e di quartiere. Occorre farla finita col governo dei ciarlatani e passare la mano all’autogoverno della comunità. Non abbiamo bisogno di gente che ci governi. Insieme, uniti e organizzati nella base possiamo governarci da soli senza più bisogno di sindaci, assessori e consiglieri comunali. Noi anarchici, noi libertari, noi della FMB è da sempre che lo stiamo facendo e siamo pronti a farlo insieme a chiunque voglia unirsi a noi.

Voi, cosa ne pensate? Contattateci ed insieme diventeremo artefici del nostro destino.

 

Spezzano Albanese, 7 Novembre 2012
FASPIXANA - FAI e FMB – FEDERAZIONE MUNICIPALE DI BASE