Autogestiamo la Città

 

Una tournée riuscita!

David (groupe Kronstadt – Lyon)

Marzo 2001

 

Più di cento persone a Parigi, 65 a Lione, una cinquantina a Chambery, 40 a Dijon, una trentina a Avignon, Grenoble e Besançon, una ventina a Clermont-Ferrand e alcune persone a Chalon-sur-saône… in totale circa 400 persone hanno incontrato il nostro compagno italiano Domenico in occasione di una tournée di conferenze organizzate dalla Fédération anarchiste sulla questione del comunalismo e delle alternative sociali possibili finalizzate all’autogestione della città.

È noto che gli anarchici, da oppositori a ogni delega di potere, non partecipano alle sceneggiate elettorali delle democrazie parlamentari e chiamano all’astensione attiva, all’agire anziché alla delega. Pertanto, l’obiettivo di questa tournée di conferenze non era quello di soffermarsi ad una semplice critica al sistema elettorale ma al contrario, di dare un senso a «l’agire» presentando e valorizzando le pratiche d’autorganizzazione esistenti oggi qui e altrove. Il fine era quello di mostrare come altre forme d’intervento nella vita della città, nella gestione del nostro territorio e delle nostre campagne, portatrici di alternative sociali, sono possibili. E dato che il domani si prepara nell’oggi, noi abbiamo tutto da guadagnare nel far conoscere queste esperienze, nello sviluppare delle altre traendo insegnamento dalle prime col fine di giungere ad una federazione delle stesse. L’autogestione non è un qualcosa di innato che piove dal cielo all’indomani di un grande evento. L’autogestione si apprende e si esperimenta cominciando nell’oggi col fine di diffondere e rendere popolari le nostre idee e le nostre pratiche, di confrontarle nella quotidianità e di dotarci di spazi per tracciare in prospettiva l’organizzazione della società futura, quale risposta ai bisogni concreti ed immediati. È per tutte queste ragioni che abbiamo invitato il nostro compagno della Federazione anarchica italiana, Domenico, a conferire in una decina di città sull’esperienza che egli stesso vive da più di vent’anni a Spezzano Albanese con la Federazione municipale di base (1).

Spezzano Albanese è una piccola città ad economia prevalentemente agricola con 7500 residenti al centro di un paese di 13000 abitanti, situato al Nord della Calabria, nell’Italia del sud. Qui, su proposta dei militanti anarchici e libertari, gli abitanti hanno dato vita alla Federazione municipale di base (FMB) con l’obiettivo di intervenire direttamente nelle questioni riguardanti la comunità. La FMB rappresenta un vero contropotere all’amministrazione comunale e si è fatta inoltre promotrice di una cooperativa operaia oggi attiva nei settori dell’edilizia e dell’informatica. La FMB risulta strutturata sui principi dell’autorganizzazione, del federalismo e funziona con assemblee generali, incarichi… con una doppia struttura, un’Unione sindacale per ciò che riguarda il mondo del lavoro e un’Unione civica per tutto ciò che riguarda invece le questioni comunitarie (2). Se un centinaio di persone sono membri della FMB, la sua influenza è largamente più vasta al punto che l’amministrazione comunale non può più prendere e applicare le sue decisioni se la FMB si oppone. Attraverso la FMB, gli abitanti, raggruppati su una base di classe (non si tratta infatti di raggruppare i padroni, le forze dell’ordine, gli uscieri) si sono in parte riappropriati della vita della comunità tradizionalmente confiscata dai politicanti al servizio delle classi dominanti.

Ovunque Domenico ha tenuto le sue conferenze, l’accoglienza è stata calorosa e il pubblico molto interessato alla presentazione dell’esperienza della FMB. Il dibattito si è rivelato particolarmente appassionante ad Avignon e a Chambéry, dove numerose sono state le domande sul funzionamento concreto, sui limiti e sulle prospettive d’alternativa sociale offerti da tali iniziative. Queste conferenze hanno rappresentato inoltre l’occasione per richiamare, attraverso un’esperienza concreta tutta la differenza che esiste tra il comunalismo libertario e il municipalismo libertario e ancor di più rispetto alle illusioni della democrazia partecipativa.

Grazie a Domenico d’essere venuto a incontrarci e soprattutto per gli insegnamenti che ci ha dato. Ora sta a noi farne tesoro per sviluppare qui, in città come in  campagna, esperienze di comunalismo libertario. Non dimentichiamo che la lotta antagonista e rivendicativa e le alternative sociali rappresentano le due gambe della lotta sociale e di una possibile rivoluzione libertaria!

David (groupe Kronstadt – Lyon)

Marzo 2001

 

  1. Segnaliamo che altre conferenze si tenevano parallelamente sull’Ovest e sul Nord della Francia, con altri oratori, che presentavano altre esperienze comunaliste. Un prossimo articolo di le Monde libertaire renderà certamente conto di queste altre iniziative.
  2. Per sapere di più sulla FMB, vedere le Monde libertaire n°1232 et 1233 nonché l’opuscolo «Le quartier, la commune, la ville…des espaces libertaires » edito da le Monde libertaire, 20 F (+10% de port), disponible à Publico 145, rue Amelot, 75011 Paris.