FMB

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FMB – FEDERAZIONE MUNICIPALE DI BASE


Negli anni settanta del XX secolo, grazie all’intervento nel sociale degli anarchici, si costituivano a Spezzano vari comitati e organismi di base, fra i contadini, gli studenti, i lavoratori edili, i disoccupati, alcune bidelle licenziate, le vedove ed orfani, gli occupanti delle case popolari, gli abitanti del quartiere San Lorenzo.

Nel 1979 dall’unione dei suddetti comitati nasceva la USZ (Unione Sindacale Zonale), struttura anarcosindacalista territoriale che per tutti gli anni ottanta è stata attiva nella realtà del comprensorio.
Nel 1992 la USZ si fonde nella costituzione della FMB – Federazione Municipale di Base, struttura comunalista libertaria, peculiare laboratorio comunalista di autogoverno che con azioni, frutto di proposte e pratiche sociali altre, contrasta e delegittima le decisioni che l’amministrazione comunale pretende di imporre alla comunità.

GIÙ LA MASCHERA

L’AMMINISTRAZIONE DEL CU.LU.LI È ORMAI NUDA!

Gli anarchici e i libertari non nutrono alcuna fiducia nelle amministrazioni che di volta in volta occupano le poltrone comunali, al pari di come non nutrono alcuna fiducia nei governi e negli stati nazionali o imperiali. Gli anarchici e i libertari, da convinti partigiani dell’autogestione e della libertà, combattono il dominio e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, negano la delega decisionale a ogni qualsivoglia partito o persona, non votano e lottano per una società di libere comuni autogovernate dal basso nei principi del federalismo vero, quello orizzontale, che rifiuta la gerarchia delle amministrazioni locali, dei governi, degli stati.

Non siamo più disponibili a pagare acqua avvelenata

La smetteranno mai di tenersi strette le poltrone con l’unico scopo di curare i propri affari?”.

Il paese continua ad essere sommerso da rifiuti, la rete idrica abbonda di residui di sostanze altamente tossiche, i mal di pancia e di stomaco fra i cittadini ormai non si contano più, e loro, «gli ormai otto rimasti dell’Apocalisse» se ne stanno beati e tranquilli a difendere con le unghia la loro ingordigia di potere, però, farebbero bene a considerare che, prima o poi, a mandarli a casa «a calci nel sedere» potrebbe pensarci l’intero paese”.

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