Dibattito

A FIANCO DELLA RIVOLTA TUNISINA

 

La Faspixana - FAI e la FMB esprimono piena solidarietà alle lotte sociali che partite dalla Tunisia, hanno poi interessato e continuano ad interessare l’Algeria, il Marocco, l’Egitto, ed oggi anche l’Albania.

Pubblichiamo di seguito il comunicato della Commissione di Relazioni Internazionali della Federazione Anarchica Italiana - FAI.

 

Nel 1999, l'ammiraglio Fulvio Martini, già dirigente del Servizio Segreto Militare (SISMI) riferì alla Commissione Stragi del Parlamento italiano: “Negli anni 1985-1987 organizzammo una specie di colpo di Stato in Tunisia, mettendo il presidente Ben Ali a capo dello Stato, sostituendo Bourguiba (esponente di primissimo piano nella lotta di indipendenza dal colonialismo francese, NdR)”. Martini, inoltre, nel suo libro “Nome in codice: Ulisse” precisò che le direttive venivano da Craxi e da Andreotti, allora rispettivamente presidente del consiglio e ministro degli esteri.

FACCIAMO PIAZZA PULITA DEI LESTOFANTI

mettiamo in atto l’autogoverno

Nella primavera del 2009, gli attuali amministratori comunali, a sentirli blaterare dai palchi elettorali, sembrava che fossero loro gli anarchici e i libertari e non i componenti della Faspixana e della FMB, tanto da concedersi persino come nome “L’altra Spezzano”, appellativo ricavato anteponendo l’aggettivo al nome de “La Spezzano Altra” degli anarchici e dei libertari. E non è finita qui: sembrava che mirassero a diventare amministratori per mettere in atto ciò che gli anarchici da quarant’anni propagandano e praticano in loco.

PER UNA SPEZZANO LIBERA

libera nell’uguaglianza e nella solidarietà

Siamo alla fine del 2010. È tempo di resoconti, e da impegnato come sono in loco, sin dalla mia giovane età, e precisamente dal lontano 1973, al fianco delle strutture anarchiche e libertarie nella risoluzione delle problematiche territoriali, avverto l’esigenza di esternare alcune riflessioni e proposte sulla situazione sociale generale e comunitaria con l’auspicio di stimolare un confronto a più voci che possa rivelarsi utile a quanti vogliano contribuire col pensiero e l’azione ad opporsi alle iniquità sociali dell’attuale società del dominio e, a partire dai luoghi in cui viviamo e lavoriamo, proiettarsi verso una nuova società che di umano non abbia solo il nome ma soprattutto i valori della libertà e della solidarietà fra simili.